×

Ti sei da poco trasferito in una nuova città. Domenica mattina decidi di visitare una chiesa locale. Controlli su Internet e ne trovi una che teologicamente sembra essere in linea con la tua dottrina. Arrivi qualche minuto prima dell’inizio dell’incontro e, una volta dentro, un paio di persone ti salutano con cordialità, ma sembrano quasi sorprese dalla tua presenza. Non sai bene cosa fare visto che nessun altro ti rivolge la parola quindi ti siedi in fondo alla sala, aspettando con un certo imbarazzo l’inizio del programma. 

Oppure hai invitato in chiesa un tuo amico non credente e, con tuo dispiacere, dopo il culto il tuo amico ti racconta di non essersi sentito molto accolto e di non essere riuscito a seguire bene i vari momenti dell’incontro a causa di un linguaggio troppo specifico e di rituali che nessuno ha spiegato. Ti senti mortificato. 

Non so se ti è mai capitato di provare un’esperienza del genere. Molto probabilmente sì. Personalmente, mi fa sempre male pensare che nelle nostre chiese si possano trovare dei non credenti o degli ospiti che con tanto coraggio hanno deciso di entrare in un locale di culto per poi sentirsi spaesati e ignorati. 

Spesso trascuriamo l’accoglienza nelle nostre chiese, dimenticando di trasformare l’accoglienza spirituale che Cristo ha mostrato nei nostri confronti in qualcosa di prioritario e di tangibile nelle nostre comunità (cfr. Rom 15:7). Come corpo di Cristo, siamo chiamati a rendere visibile l’accoglienza e l’amore del nostro Capo. L’accoglienza non è un dettaglio organizzativo, ma uno dei modi più concreti in cui il Vangelo diventa visibile nella vita di una chiesa. 

Alistair Begg, commentando la figura di Boaz, ha scritto che il riscattatore di Rut è “l’esempio di una persona le cui azioni rappresentano un ponte tra l’isolamento e l’accettazione che Dio offre”. E poi continua: “E noi, ci comportiamo similmente nei confronti dei non credenti, dei neoconvertiti o di coloro che visitano le nostre chiese? Per definizione, un cristiano è un destinatario dell’amore di Dio. Pertanto, un cristiano dovrebbe essere il primo a includere l’emarginato, il primo a dire: “Sei il benvenuto! Siamo felici che tu sia qui! Per favore, partecipa! Vuoi unirti a noi?”. Siamo chiamati a contrastare la marea dell’esclusività egoistica fin troppo comune in questa società e l’abitudine altrettanto perniciosa di trascorrere il nostro tempo e di dare il benvenuto solamente a coloro che sono simili a noi.” (Alistair Begg, Verità per la vita, 365 meditazioni quotidiane, vol. 1, Coram Deo 2023, p. 151). 

L’accoglienza non serve solo a far sentire bene le persone. È una testimonianza del carattere e della presenza di Dio attraverso la sua Chiesa. Una comunità può predicare fedelmente il Vangelo e, allo stesso tempo, comunicare inconsapevolmente l’opposto attraverso la propria freddezza. 

Ovviamente, ogni contesto ecclesiale è diverso, quindi ogni comunità è chiamata a fare le proprie considerazioni per capire come essere una chiesa veramente accogliente. 

Condivido solo un paio di accorgimenti che cerchiamo di adottare con la nostra chiesa, sperando che possano favorire una riflessione sull’accoglienza delle nostre chiese e incentivare questo atteggiamento che incarna perfettamente lo spirito del Vangelo e l’esempio “kenotico” di Cristo Gesù (Filippesi 2:7).

Team Benvenuto

Nella nostra chiesa il Team Benvenuto ha una doppia funzione. Si occupa di preparare la sala, di renderla accogliente, di assicurarsi che i bagni siano puliti, le sedie in ordine, di preparare il pane e il vino. È una funzione molto pratica, diaconale. 

La seconda funzione consiste nell’accogliere le persone. È un servizio rivolto verso tutti, ma che deve avere un occhio di riguardo per i nuovi e gli ospiti. Le persone che svolgono questo servizio sanno che devono non solo salutare i nuovi, ma anche chiedere se hanno bisogno di qualcosa, se è la prima volta che vengono, mostrare loro dove possono sedersi, dove sono i bagni, prendere il contatto telefonico e offrire una Bibbia se non ne hanno una. 

Nella nostra comunità tutti i membri sono incoraggiati a servire nel Team Benvenuto ed in genere è il servizio che si fa prima di ricevere altri incarichi. È un modo relativamente semplice per crescere nel servizio pratico così come nell’interazione con le persone, due aspetti che ogni credente dovrebbe coltivare. 

Guide

Ogni domenica, un membro di chiesa guida e presiede il culto. Quando comunichiamo alle nostre guide cosa ci aspettiamo da loro, diciamo che la figura alla quale devono pensare è quella di un padrone di casa che invita degli amici a casa propria. Così come il padrone di casa dà il benvenuto e fa sentire accolti gli ospiti, e poi dà loro delle indicazioni sulle stanze della casa e sul programma della serata, allo stesso modo chi guida il culto deve mettere a proprio agio le persone presenti, istruire su quello che avverrà durante il culto e sul significato dei vari momenti all’interno dell’incontro. 

Crediamo sia molto importante ripetere domenica dopo domenica le stesse istruzioni e informazioni, seppur in maniera diversa. In questo modo ricordiamo a tutta la chiesa perché facciamo quello che facciamo (e mostriamo anche come spiegarlo ai propri amici e ai propri contatti nella vita di tutti i giorni). Al tempo stesso, gli ospiti possono sentire, con un linguaggio accessibile, i motivi per i quali usiamo una specifica liturgia e, probabilmente, si sentiranno meno dei pesci fuor d’acqua.  

Accogliere gli ospiti non significa modificare il contenuto del culto per renderlo più gradevole, ma spiegare con chiarezza ciò che facciamo affinché chi è presente possa comprenderne il significato. 

Ora tocca a voi: in che modo potreste impegnarvi per estendere l’accoglienza di Cristo in quanto credenti e chiese locali, in modo che le persone possano percepire veramente l’amore di Gesù partecipando ai vostri incontri?


DISCLAIMER: Questo contenuto esprime le posizioni e sensibilità dell’autore.

NOTA: Questo articolo è protetto da copyright. Ti preghiamo di guardare la pagina Autorizzazioni per eventuali utilizzi

Most Read

CARICA ANCORA
Loading