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Avendo definito e identificato i tratti dei cristiani nominali nel primo articolo, non resta che una domanda: come possiamo raggiungere i cristiani nominali? Vi propongo 7 modi per farlo.

1. Verità

I cristiani culturali hanno bisogno della Verità intesa come Cristo Gesù. Nello specifico i cristiani culturali hanno bisogno che la verità penetri nelle loro vite e nelle loro convinzioni. Per farlo c’è bisogno di un annuncio audace, poco ecumenico (Atti 2:36). 

La verità incrollabile non si può trovare in qualche concetto umano, ma nel Cristo della Scrittura.
Quando abbiamo un rapporto di amicizia con dei cristiani culturali dobbiamo sfidarli a mantenere le conversazioni e le discussioni sul piano biblico. 

I nostri amici hanno bisogno di un annuncio biblico, chiaro, attuale che riveli i limiti del pensiero nominale. 

2. Retaggio cristiano

In quanto evangelici dobbiamo essere bravi a non esaltare la tradizione; non dovremmo nemmeno, però, minimizzare o sminuire la tradizione della chiesa. I cristiani devono inserirsi all’interno del retaggio cristiano e devono sapere che seguire Cristo in maniera radicale è quello che la vera chiesa fa da 2000 anni.
Non siamo soli. Siamo parte del popolo di Dio. La nostra storia è quella di un popolo numeroso, in continua crescita, che affonda le sue radici nei riformatori, nei padri della chiesa, negli apostoli e in ultima analisi in Gesù stesso. C’è consolazione e sicurezza nel sapere che siamo circondati da una moltitudine di testimoni che ci spinge a fissare lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. 

Un esempio pratico: dobbiamo prestare la giusta attenzione agli ordinamenti del battesimo e della santa cena, i simboli fisici di questo retaggio. I due segni che Gesù ci ha lasciato non sono elementi secondari da prendere alla leggera ma realtà spirituali da vivere saggiamente nelle nostre chiese. 1

3. Autenticità

Se da una parte il contesto nominale offre apparenza, dall’altra il contesto vangelo-centrico deve offrire autenticità. Dobbiamo essere autentici nel modo in cui viviamo il vangelo, trasparenti rispetto ai nostri limiti, i nostri peccati, i nostri sbagli. Se facciamo finta di essere perfetti, allora non c’è posto per Cristo e la sua perfezione. 

È nella nostra imperfezione, nella nostra miseria coperta dalla grazia, che Gesù si rivela ai cuori delle persone. Non dobbiamo avere paura di perdere la faccia, perché Cristo lo ha già fatto per noi, morendo per i nostri sbagli e cancellando per sempre la vergogna. 

4. Comunità

Tutti gli esseri umani hanno bisogno di una comunità, ed è normale quindi che alcuni la trovino nella Chiesa Cattolica. Il problema della comunità culturale è che al centro c’è la cultura (religiosa) di appartenenza, sia essa cattolica o anche evangelica, e non Cristo che unisce e trasforma persone di ogni tipo.

Solo il sangue di Gesù è in grado di formare una vera comunità unita e inclusiva verso tutti. 

5. Tempo

I nostri amici cristiani nominali hanno bisogno di tempo. Abbiamo detto che la stabilità del contesto nominale è qualcosa che li rassicura e il cambiamento è spesso lento in questi casi. 

È nella nostra imperfezione, nella nostra miseria coperta dalla grazia, che Gesù si rivela ai cuori delle persone.

Una delle conversioni che più mi ha toccato è stata quella di un cristiano culturale che per anni (che sembravano infruttuosi) ha frequentato la chiesa prima di arrendersi completamente a Cristo. Rigettare un cristianesimo culturale radicato così in profondità richiede tempo. Ma ciò che è straordinario di queste persone è che sono in grado di portare la stessa stabilità e la stessa costanza nelle nostre chiese. 

6. Evangelizzazione

Con “evangelizzare” intendo offrire regolarmente la possibilità di credere in Cristo. Brian Parks ha scritto: “Un grande pericolo per la chiesa odierna è dare per scontata la salvezza di persone che hanno semplicemente l’etichetta di ‘cristiani’ o sono coinvolte nelle attività della chiesa. Non prestare attenzione al fatto che chi consideriamo essere ‘nato di nuovo’ lo sia davvero ha spesso le sue radici in idee di conversione che non sono bibliche […] Fare del vangelo una parte della nostra conversazione quotidiana spesso dà come risultato dei cristiani nominali che sono nati di nuovo dallo Spirito”.

I nostri amici nominali hanno bisogno che non diamo per scontata la salvezza di nessuno. 

7. Preghiera

Infine, i cristiani culturali hanno bisogno delle nostre preghiere. Troppo spesso siamo così presi da strategie, modelli di evangelizzazione e attività, da dimenticare di pregare. Altre volte siamo scoraggiati.

Rigettare un cristianesimo culturale radicato così in profondità richiede tempo.

Vi ho appena raccontato di una delle conversioni che abbiamo vissuto in chiesa. Ad un certo punto, avevo perso le speranze e la mia preghiera a Dio per questo uomo era qualcosa tipo: “Signore, lui ha letto la tua Parola, ha capito intellettualmente il Vangelo, ha visto il Vangelo messo in pratica nella vita della tua chiesa eppure non si converte. Non so cos’altro fare. Se vuoi, fai qualcosa tu.”

Ringrazio il Signore per aver risposto alla mia preghiera incredula e per aver chiamato a sé questo caro fratello.

In chiusura di questo articolo, ti voglio incoraggiare a prendere di nuovo un momento per pregare: che i cristiani nominali che conosci si arrendano totalmente al Signore Gesù, e che lo Spirito ti guidi nella tua evangelizzazione di questo vasto gruppo di persone, che spazia tra tutte le correnti del cristianesimo. 


DISCLAIMER: Questo contenuto esprime le posizioni e sensibilità dell’autore.

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1. Parlando della Cena del Signore, per esempio, la Confessione di Fede di Westminster afferma: “Coloro che ricevono degnamente questo sacramento, partecipando ai suoi elementi visibili, pure ricevono e si cibano di Cristo crocifisso e di tutti i benefici della Sua morte interiormente e per fede. Questo avviene realmente e veramente – non carnalmente e fisicamente, ma in modo spirituale. In questa ordinanza, il corpo ed il sangue di Cristo non si trova, infatti, in maniera corporea o fisica in, con o sotto il pane ed il vino, ma si rende presente alla fede dei credenti in maniera spirituale, non meno di quanto gli elementi stessi siano presenti ai loro sensi esterni”.

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