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Perché Dio l’ha fatta così?

4 verità per spiegare i bisogni speciali ai bambini

La nostra casa si trova alla fine di una strada senza uscita e, poiché il nostro quartiere è stato costruito su un vecchio campo di grano dell’Iowa, si trova a ridosse dell’unica sottile fascia di bosco che corre lungo un lato del complesso. I bambini del vicinato sono naturalmente attratti dagli alberi, il che significa che potrebbero in qualunque momento, esserci dai cinque ai 20 bambini che giocano nel nostro cortile. Correre con gli scooter o sui pattini , salire dal torrente con gli stivali pieni di fango  o tornare nella nostra casetta sull’albero esultando per aver catturato gli insetti in un barattolo: è tutto ciò che ho sempre desiderato in un quartiere.

Perché Dio l’ha fatta così?

Ma a volte, vedere tutti i bambini felici che corrono in giro mi fa davvero male al cuore. La nostra figlia più piccola ha una rara condizione genetica che causa ritardi nello sviluppo generale. Ciò significa che non può visitare i boschi senza il mio aiuto, non può tenere il passo con gli scooter nel vialetto e non può comunicare facilmente riguardo i tesori che ha trovato.

A volte i miei figli mi chiedono perché la loro sorella sembra così diversa dagli altri bambini nella nostra vita. Non dimenticherò mai la volta in cui mio figlio maggiore mi chiese esplicitamente: “Perché Dio l’ha fatta così?” Mi ha colpito come una folata di vento in una fredda giornata dell’Iowa, sapendo che questa era la domanda a cui stavo cercando di rispondere anche io.

A volte i miei figli mi chiedono perché la loro sorella sembra diversa dagli altri bambini. Questa è la domanda a cui sto cercando di rispondere anche io.

Quattro verità

La Bibbia non tace su questo argomento. Ecco quattro verità teologiche che ho condiviso con i miei figli per aiutarli a comprendere il disegno di Dio nel permettere a uno dei loro fratelli di avere dei bisogni speciali.

  1. Dio ci ha creati tutti a Sua immagine.

Genesi 1:26 ci dice che quando Dio creò le persone, disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza”. Le parole “immagine” e “somiglianza” parlano della somiglianza che ogni persona ha con Dio. Ciò conferisce a tutti noi uguale dignità e valore. Ciò significa che, indipendentemente dalle nostre capacità, tutti portiamo il marchio di Dio su di noi. Non siamo duplicati l’uno dell’altro, ma poiché siamo una famiglia, c’è una similitudine (Gal. 3:28–29). Aiuta i tuoi figli a vedere che, proprio come ogni persona in famiglia ha abilità e doni diversi, ognuno è ugualmente prezioso e amato.

  1. La caduta tocca tutti.

Non è difficile aiutare tuo figlio a vedere che il mondo è rotto. Un giocattolo si rompe quando cade a terra, un fratello strattona l’altro per avere una visuale migliore, gli uccellini cadono dal nido. Il peccato di Adamo ha colpito tutto, senza eccezione alcuna.

Aiuta i tuoi figli a capire che quando si tratta di bisogni speciali, il più delle volte è semplicemente il risultato del vivere in un mondo caduto (Giovanni 9:1–3). Anche nei casi in cui disabilità o ritardi possono essere il risultato di abusi o negligenza, possiamo insegnare ai nostri figli a concentrarsi sull’avere compassione per gli altri piuttosto che sulla diagnosi di chi aveva colpa. Che ne conosciamo o meno il motivo, queste cose fanno parte della vita fuori  dall’Eden e saranno con noi finché non torneremo a casa nella gloria.

  1. Dio è sovrano su come ciascuno di noi è stato formato.

Quando spieghiamo che avere bisogni speciali fa parte di un mondo caduto, può sembrare che le disabilità siano sopraggiunte a caso. Ma sappiamo dal Salmo 139 che Dio ha creato ogni essere umano intenzionalmente e tramite il Suo disegno (“Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre.”).

Aiuta i tuoi figli a vedere che, proprio come Dio ha scelto intenzionalmente il colore dei loro capelli, la dimensione dei loro piedi e in quali attività avrebbero brillato, ha anche formato ogni zoppicatura, ogni organo irregolare, ogni balbuzie e ogni occhio che vede solo l’oscurità. «Il SIGNORE gli disse: «Chi ha fatto la bocca dell’uomo? Chi rende muto o sordo o veggente o cieco? Non sono io, il SIGNORE?» (Esodo 4:11).

Ogni cromosoma, ogni gene, ogni atomo, Dio lo comanda a Suo piacimento. Non commette errori.

  1. Dio è ancora buono.

La disabilità è costosa, emotivamente, fisicamente e spiritualmente. I bambini in particolare, non sempre hanno la maturità per filtrare le loro esperienze. Come genitori, possiamo aiutare i nostri figli a vedere che Dio ha uno scopo perfetto nel creare la loro famiglia come Lui ha fatto.

Quando i discepoli ebbero domande su un cieco dalla nascita, Gesù disse loro: «Questo avvenne perché si manifestassero in lui le opere di Dio» (Gv 9,3). Oppure, nella malattia di Lazzaro, Gesù disse ai suoi discepoli: «È per la gloria di Dio, affinché il Figlio di Dio sia glorificato per mezzo di essa» (Gv 11,4). In entrambi i casi Gesù fa notare che Dio è glorificato attraverso la disabilità.

A volte, in particolare per i bambini, questo può essere difficile da vedere. Nella nostra famiglia parliamo sia delle gioie che delle difficoltà nell’ avere un fratello con bisogni speciali. Ci sono momenti in cui dovranno rallentare per prendersi cura della sorella, interpretare le sue vocalizzazioni per gli amici o tornare a casa anticipatamente da un evento divertente in modo che lei possa riposare. Mentre danno la vita per il loro fratello, Dio usa il loro sacrificio per santificarli e insegnargli il Suo amore e la loro obbedienza.

Parliamo anche di tutti i meravigliosi modi in cui la loro sorella ha benedetto la nostra famiglia. Parliamo di quanto sia stimolante vederla riuscire in cose nuove, come si prende cura di loro quando sono feriti e, forse la mia preferita, con quanta gioia canta canzoni di adorazione ovunque ci troviamo. Ci dà un posto in prima fila sugli aspetti di Dio che non avremmo senza di lei. Aiuta i tuoi figli a vedere la bontà di Dio per loro e per i loro fratelli con bisogni speciali.

Vivere con la tensione

Per fratelli e genitori, avere bisogni speciali è sia gioia che dolore, sia tristezza che celebrazione. Come scrisse William Cowper, “La gemma può avere un sapore amaro, ma dolce sarà il fiore”. È una tensione con cui dobbiamo imparare a convivere. Non sempre conosciamo gli esatti scopi di Dio per le Sue vie, ma possiamo confidare che le nostre famiglie possono “considerarla una grande gioia ” e che “nulla mancherà” mentre percorriamo questo viaggio (Giacomo 1:2–3).

Come genitori, possiamo sottolineare la bontà di Dio, sapendo «che tutte le cose concorrono al bene di coloro che amano Dio» (Romani 8,28). Questa è la promessa di Dio che dà speranza a ogni membro della famiglia che segue Cristo.

Quindi la prossima volta che i nostri figli chiedono: “Perché lei è così?” Possiamo rispondere in modo genuino: “Non so perché Dio ha scelto questo, ma mi fido  di Dio per questo. Dio è buono con noi e questo è parte del suo scopo per la nostra famiglia. “

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