Attraverso la buona novella di Gesù, Dio può in breve tempo creare (e di fatto crea) cambiamenti radicali in noi e negli altri. Lode a Dio per questo! Ma spesso, con altrettanta potenza, Dio opera poco alla volta attraverso il suo Spirito, come un artista che perfeziona il suo dipinto una pennellata alla volta. Questo è uno dei motivi per cui Dio e il suo regno sembrano così deboli: i frutti del ministero spesso sembrano richiedere molto tempo per arrivare, anche se in realtà non sembra poi così tanto quando ci si rende conto che colui che è all’opera detiene tutto il tempo nelle sue mani.
L’opera di Dio attraverso il messaggio di suo Figlio è inesorabilmente costante e potente.
Nella nostra realtà attuale limitata dal tempo siamo tuttavia fiduciosi che, sebbene lenta, l’opera di Dio attraverso il messaggio di suo Figlio sia inesorabilmente costante e potente. Il granello di senape di Dio diventerà un albero ampio e glorioso; il lievito di Dio agirà in tutta la farina (Matteo 13:31-33). Il suo regno continuerà a crescere mano a mano che si aggiungeranno altre persone, il suo popolo continuerà a essere cambiato e trasformato a immagine del Figlio e, alla fine della storia, è sicuro che Gesù ritornerà.
Lavoro come parte di un ampio team ministeriale, e quanto segue fa parte di alcuni incoraggiamenti che ho recentemente condiviso con i miei colleghi che, insieme a me, raccolgono la messe. La mia speranza è che questi incoraggiamenti possano essere di edificazione anche per gli operai del vangelo in altre parti del campo di raccolta. Quindi quest’anno, mentre lavoriamo nel regno di Dio ovunque Egli ci abbia posto, è salutare per noi ricordare e riflettere su questa realtà: spesso l’opera di Dio richiede tempo. Questo può poi spronarci alla paziente perseveranza e alla fedele costanza in almeno tre aree mentre lavoriamo nel ministero con la parola e la preghiera.
Ecco tre ambiti in cui possiamo giocare una lunga partita sotto la guida del nostro Dio fedele e sempre all’opera:
1. Una visione a lungo termine nel ministero è positiva per la nostra crescita personale
Una crescita lenta ci spinge a continuare ad accostarci a Dio con devozione.
Dio vuole che cresciamo, così come tutti coloro che sono in Cristo. Ma non sarà sempre un percorso lineare. Potrebbe esserlo, ma spesso non lo sarà. E così questo ci spinge a continuare ad accostarci a lui con devozione al fine di ottenere i cambiamenti e la maturità che desideriamo vedere in noi stessi. E fare questo ci salvaguarda da quanto segue:
- dal falso senso di colpa che Satana ama alimentare: ‘Ma tu lotti ancora contro il peccato?’;
- dalle soluzioni rapide e non durature che spesso hanno soli fini religiosi e alimentando la religiosità (Colossesi 2:20-23).
Allo stesso tempo ci incoraggia a continuare ad avvicinarci alla grazia di Dio mentre fuggiamo dal peccato e perseguiamo la giustizia (Tito 2:11-14). E ciò significa che, poiché non siamo prodotti finiti, possiamo essere aperti alla riprensione e alla correzione da parte di persone che, usate da Dio, cercano di essere strumenti di grazia per noi. Riflettere sull’opera a lungo termine di Dio può quindi essere utile per la nostra continua crescita.
2. È un bene per coloro che discepoliamo
Ricordare che la crescita spesso richiede tempo influisce anche sul modo in cui facciamo discepoli, poiché preghiamo per loro nel lungo periodo. Miriamo alla pazienza e alla perseveranza, alla fedeltà e alla coerenza nel modo in cui trattiamo coloro che Dio ci affida mentre apriamo loro il vangelo e le nostre vite.
Il fatto che Dio si prenda il tempo necessario significa che anche noi possiamo prendercelo.
All’atto pratico questo si riflette nel modo in cui accompagniamo le persone, nel modo in cui continuiamo ad accompagnarle e nel modo in cui preghiamo per loro. Attenua lo sconforto quando queste ci “deludono”. Promuove un amore sincero che può coprire una moltitudine di offese e stupidaggini. Capire che Dio a volte opera su lunghi periodi di tempo ci permette di notare i piccoli segni della grazia di Dio.
Il fatto che Dio si prenda il tempo necessario significa che anche noi possiamo prendercelo, dedicando così tempo agli altri e per gli altri nel lungo periodo.
3. È bene per coloro con cui serviamo nel ministero
Alcuni dei miei passaggi preferiti si trovano alla fine delle epistole del Nuovo Testamento, dove i saluti di commiato rivelano una collaborazione stretta e genuina nel vangelo. Sono così profondi e ricchi dal punto di vista relazionale… Ma non senza problemi! Ci sono sempre dei problemi. Lo vediamo negli incoraggiamenti di Paolo a questo o a quello affinché facciano pace (Filippesi 4:2). Lo vediamo nei conflitti dello stesso Paolo, sia che si tratti di rimproverare Pietro (Galati 2:14), sia che si tratti di separarsi da Barnaba e Marco (Atti 15:36-41). E lo vediamo in maniera ancora più evidente nel modo in cui interi capitoli della maggior parte delle epistole siano dedicati a descrivere la vita insieme, applicando la grazia di Dio al popolo di Dio. La vita insieme come santi, o come operai del regno, sarà complicata.
La vita insieme come santi, o come operai del regno, sarà complicata.
Queste tensioni potrebbero esserci con altri operatori retribuiti del ministero o con leader laici, durante le collaborazioni con altre chiese e organizzazioni cristiane o anche a livello confessionale. Di chiunque possa trattarsi, avremo tutti, quasi senza eccezioni, altre persone con cui svolgere il nostro ministero nell’opera della messe. E, mentre lo facciamo, sapere che Dio opera nel tempo è fondamentale per il nostro lavoro e per i nostri sforzi condivisi.
E proprio come noi non siamo prodotti finiti, nemmeno i nostri compagni di lavoro per il vangelo lo sono. Ce ne dobbiamo rendere conto! Perché questo genera pazienza negli uni verso gli altri e impegno nel chiarire e nel risolvere le difficoltà. Ci aiuterà a non volerci accanire su chi è già a terra e su chi si trova in difficoltà. Piuttosto ci permetterà di accorgerci del bene che Dio fa e di lodarlo per questo, ci permetterà di pregare per ciò che va male e di perseverare nel lavorare fianco a fianco nel nostro desiderio comune di vedere Gesù proclamato.
Servire nel tempo sotto la guida di Dio
Mentre lavoriamo nella messe di Dio, riflettere su come l’opera di Dio abbracci il tempo e su come spesso proceda più lentamente di quanto vorremmo ci offre benefici preziosi. Eppure, quanto può essere positivo tutto questo per la nostra crescita personale, per il modo in cui serviamo gli altri e per come svolgiamo il nostro ministero insieme agli altri operai del regno mentre svolgiamo il nostro ministero nel tempo e sotto questo Dio.
Consideriamo, in conclusione, queste domande:
- In quali ambiti desidero che Dio agisca più rapidamente nella mia progressiva santificazione?
- Cosa significherebbe perseverare con pazienza e fedeltà in questi ambiti?
- In che modo il mio desiderio di “affrettare le cose” si riflette nel mio modo di discepolare gli altri e nel mio lavoro insieme agli altri operai del regno?
- In che modo potrei servire in ministero con gli altri in modo devoto, così da giocare con devozione la lunga partita dell’opera di Dio?
Articolo apparso originariamente in lingua inglese su The Gospel Coalition.