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Il nuovo scopo del matrimonio

Non ti piace il matrimonio gay? Non sposare una persona del tuo stesso sesso. Il mio matrimonio gay non cambia nulla del tuo matrimonio etero. Non stiamo alterando la definizione di matrimonio, la stiamo espandendo. Questi nuovi diritti non ti tolgono i tuoi. Perciò non cercare di negarli a noi.

La sorprendente crescita dell’approvazione pubblica per il matrimonio gay dipende da dei semplici appelli all’intuizione. Guarda tutte queste felici coppie gay. Perché non invitarli nel club e permettere loro di sposarsi? Non è che le coppie eterosessuali abbiano fatto un così buon lavoro nell’elogiare l’istituzione del matrimonio. Inoltre ciò che degli adulti consenzienti fanno nella privacy delle loro camere da letto non è affar nostro.

Per la nostra cultura occidentale altamente individualistica, solo gli argomenti liberali hanno un senso, anche per molti cristiani. Dal punto di vista personale potremmo dire che l’omosessualità è un peccato. Ma che diritto abbiamo di imporre i nostri valori a tutti gli altri? Se non danneggiano nessuno, allora chi può negare ai loro matrimoni gay la stessa protezione prevista dalla legge?

Tali domande hanno messo sulla difensiva non solo i cristiani, ma anche altri conservatori sia religiosi che laici. Quindi è sorprendente che Liza Mundy, nella sua nuova storia di copertina per The Atlantic, “The Gay Guide to Wedded Bliss” (“la guida gay per la felicità matrimoniale”, N.d.T.),  minacci di perdere il vantaggio tattico della presunta neutralità. Mundy sostiene che i matrimoni gay tendano ad essere più felici e intimi, e che quindi gli eterosessuali abbiano di che imparare. Mundy riconosce anche che, dopo tutto, i critici potrebbero avere ragione quando dicono che il matrimonio gay cambierà per tutti il modo in cui il matrimonio viene percepito. Mundy scrive ancora: “fornendo un nuovo modello per come due persone possano vivere insieme in modo equo, nel 21° secolo il matrimonio tra persone dello stesso sesso potrebbe aiutare a cambiare questa istituzione in modo che sia più completa”.

Cosa cambia?

Cosa intende esattamente quando parla di questi cambiamenti in meglio? In pratica intende dire che i matrimoni gay erodono le differenze tra i sessi. Non ci sono ruoli e responsabilità di genere. Gli uomini che amano prendersi cura dei bambini e fare il bucato dovrebbero fare ciò che si sentono di fare. Invece le donne a cui non piace cucinare dovrebbero lavorare fino a tardi. Mundy ritiene che, quando libereremo il matrimonio dalle aspettative tradizionali, lo renderemo più attraente per il numero crescente di giovani adulti che abbandonano del tutto questa istituzione o che la ritardano molto di più rispetto alle generazioni precedenti. E le coppie dello stesso sesso stanno già rendendo il matrimonio più interessante, dice, portando ad una “febbre nuziale” e ad una corsa all’altare.

Ma una nuova definizione di matrimonio richiede anche nuove cerimonie nuziali, osserva Mundy. I nuovi riti omosessuali ideati dalla chiesa episcopale eliminano i padri che accompagnano le spose all’altare. Ora sono entrambi gli sposi ad essere accompagnati.

“Il nuovo rito non fonda il matrimonio su una dottrina della creazione e della procreazione”, afferma Gary Hall, un sacerdote episcopale che serve come decano della Washington National Cathedral. Ha anche detto a Mundy che spera che la liturgia omosessuale rimodelli gli standard di tutti i matrimoni episcopali. “Essa fonda il matrimonio su un tipo di unione tra due persone che, liberamente, scelgono di vivere insieme la propria vita”.

Prima che i lettori possano pensare che le cerimonie episcopali influiranno a malapena su di noi, si rivolge a Delman Coates, pastore di una chiesa prevalentemente afroamericana che conta migliaia di membri nella periferia di Washington, DC. Mentre discuteva riguardo all’omosessualità durante il recente voto dello stato per sancire il matrimonio tra persone dello stesso sesso, Coates dice di aver sfidato i cristiani a cambiare il loro punto di vista riguardo a ciò che la Bibbia insegna sul divorzio e sul sesso prematrimoniale.

“Coates non condona i comportamenti illeciti o la disgregazione familiare, ma vuole che i membri della sua congregazione si sentano meglio riguardo alla propria vita”, spiega Mundy. “In scambi come questi, si sta rendendo il matrimonio gay parte di una conversazione molto più ampia sul modo in cui viviamo e amiamo ora”.

Apparentemente, dunque, la camera da letto non è poi così privata. Senz’altro l’aspetto su cui la possibilità di cambiare le norme coniugali è per tutti più carico di tensione è quello della monogamia. Mundy cita una ricerca del Vermont che mostra che il 15% dei mariti eterosessuali ammette di fare sesso al di fuori del matrimonio, rispetto al 58% degli uomini gay nelle unioni civili e al 61% degli uomini gay impegnati. Il sacerdote episcopale Hall dice che, personalmente, non sposerebbe una coppia che non avesse intenzione di essere monogama. E si aspetta che il matrimonio “critichi” alcune pratiche gay, anche se non è chiaro come.

“Come possiamo parlare in modo credibile alle persone riguardo alla loro sessualità e alle loro relazioni sessuali?” chiede Hall. “Abbiamo davvero bisogno di pensare in modo nuovo al riguardo”.

Cambiamenti rapidi

In effetti, anche se non siamo d’accordo con la prescrizione di Hall, possiamo essere d’accordo sul fatto che, in una società in rapido cambiamento, abbiamo bisogno di pensare in modo migliore riguardo al matrimonio. Indipendentemente dal fatto che la Corte Suprema quest’estate decida o meno di legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso in tutta la nazione, lo slancio democratico punta verso un futuro in cui queste unioni prenderanno il loro posto accanto ad altre nuove norme, come la convivenza e la nascita di figli al di fuori del matrimonio. Un sondaggio del Pew Research Center pubblicato mercoledì ha rivelato che, nel 2011, il 44% delle madri single non era mai stato sposato rispetto al 4% del 1960.

Molto prima del matrimonio tra persone dello stesso sesso, il divorzio senza colpa e il controllo delle nascite hanno plasmato drasticamente gli atteggiamenti nei confronti del matrimonio, erodendo lo stigma sociale contro il diventare genitori da non sposati, la convivenza e il sesso al di fuori del matrimonio. Il matrimonio gay può sembrare un grande passo, ma è solo il gradino successivo di una scala che non finisce qui. E con ogni nuovo passo, vediamo che  non è possibile cambiare la definizione di matrimonio per alcuni e non per tutti. Il divorzio senza colpa, come possiamo vedere dalla storia, non ha costretto nessuno a divorziare. Ma ha rimosso la permanenza dalla definizione di matrimonio, e ha spinto tutti, chiese comprese, a rivedere le loro opinioni riguardo all’insegnamento biblico. Allo stesso modo il matrimonio gay non obbliga nessuno a diventare omosessuale. Ma consolida la convinzione già popolare che il matrimonio non abbia nulla a che fare con la creazione o la procreazione.

Non è necessario rivendicare la fede cristiana per capire qual è la posta in gioco nel dibattito sul matrimonio gay. Il professore di filosofia politica e teoria del governo dell’Università di Harvard, Michael J. Sandel, nel suo bestseller Justice: What’s the Right Thing to Do (Giustizia: il nostro bene comune) si chiede se possiamo accogliere il matrimonio gay secondo criteri puramente liberali e non giudicanti.

“Per decidere chi dovrebbe avere il diritto al matrimonio, dobbiamo pensare allo scopo del matrimonio e alle virtù che esso onora”, scrive Sandel. “E questo ci porta ad un terreno morale contestato, dove non possiamo rimanere neutrali nei confronti di concezioni contrastanti di cosa sia una buona vita”.

Sicuramente ogni cristiano sarà costretto a scegliere da che parte stare. E avremo bisogno di coraggio per sostenere la visione di Dio per il matrimonio. Quindi, quando ci viene chiesto quale sia lo scopo del matrimonio, e quale sia la nostra visione di una buona vita, andiamo a Genesi 2:24, citato in Efesini 5:31: “Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diverranno una carne sola”. In Efesini 5:32 l’apostolo Paolo spiega: “Questo mistero è grande; dico questo riguardo a Cristo e alla chiesa”. Quindi, per tutti gli altri buoni scopi del matrimonio (tra cui affetto, sostegno, stabilità, educazione dei figli), il matrimonio cristiano punta fondamentalmente al vangelo. In particolare il matrimonio cristiano riflette Dio, poiché i mariti dovrebbero amare le loro mogli “come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, per santificarla dopo averla purificata lavandola con l’acqua della parola” (Efesini 5:25-26).

Pochi bambini oggi cresceranno e vedranno questo amore in azione. Quasi la metà ha genitori che non sono nemmeno sposati. Quindi non possiamo sorprenderci del fatto che non abbiano la minima idea di cosa dovrebbe essere il matrimonio. Ma rispondiamo con la speranza che, quando incontreranno una coppia cristiana, saranno in grado di vedere la differenza e ascoltare la speranza del Vangelo. Le famiglie distrutte sono un campo di missione. Ci chiamano prima di tutto alla compassione, e non al giudizio.

Nell’abbracciare questo mandato, riconosciamo che citare Efesini 5 non ci gioverà a molto nelle discussioni pubbliche riguardanti la definizione di matrimonio del governo. Torniamo quindi a Sandel: a cosa serve il matrimonio? Qual è lo scopo? Hall, il sacerdote episcopale, sostiene che il matrimonio sia “un tipo di unione tra due persone che, liberamente, scelgono di vivere insieme la propria vita”.

Usando la descrizione di Mundy, vediamo il matrimonio come un accordo negoziato tra due persone che cercano di sostenersi a vicenda per un certo periodo e in maniera non esclusiva. Le responsabilità condivise, divise equamente, alleviano alcuni dei fardelli della vita.

Senza nemmeno citare l’esempio esplicito del sacrificio di Cristo per la chiesa, possiamo ancora sostenere che il matrimonio richieda molto di più da noi stessi di quanto le nuove definizioni tradiscano. L’amore richiede il 100 percento da ogni partner. Il matrimonio basato sui bisogni e sull’affetto farà fatica a resistere quando i bisogni cambieranno e l’affetto svanirà.

Quando abbiamo perso la stabilità del matrimonio, abbiamo perso il suo scopo. E ora, mentre ne perdiamo la trascendenza, perdiamo il potere trasformativo dell’unione. Due persone qualsiasi possono collaborare insieme per il supporto nella cura dei bambini, nelle pulizie domestiche, nelle finanze e nel sesso. Ma ci vuole un vero matrimonio perché due siano trasformati in un tutt’uno che dà tutto.

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