Un tempo, durante i miei spostamenti notturni, ero solito ascoltare alla radio “Coast to Coast AM” di George Noory. Mi divertiva ascoltare i suoi ospiti parlare di UFO, fantasmi e chupacabra (creature leggendarie della mitologia contemporanea). Quei discorsi, insieme a regolari sorsi di caffè, mi tenevano sveglio.
All’epoca pensavo di ridere insieme a degli opportunisti che fingevano di essere terrapiattisti per scioccare un pubblico globale. Mi sbagliavo. Circa l’80% della Gen Z e di giovani millennials (nordamericani, N.d.R.) dichiara di credere nell’astrologia. Ciò che un tempo era materiale da tabloid e programmi radiofonici di mezzanotte è adesso una pratica diffusa.
Charles Taylor ed altri hanno sostenuto che viviamo in un mondo disincantato. Il materialismo scientifico della modernità ha spogliato il mondo dal trascendentale, lasciandoci con un desiderio che la nostra cultura non può soddisfare. Eppure, nonostante i continui inviti a immaginare che non ci sia nessun inferno sotto di noi e che sopra di noi ci sia solo il cielo, la consapevolezza del soprannaturale è il normale stato dell’umanità. I cieli non ci indicano la loro auto esistenza, come diceva Carl Sagan, ma qualcosa di più grande al di là del mondo materiale. C’è un vuoto a forma di Dio nel cuore di ogni uomo, che implora di essere colmato. Non c’è da stupirsi, dunque, che la nostra società, sempre più post cristiana, sia attratta dal paganesimo e dal paranormale.
In un certo senso l’apertura generale al soprannaturale rende il Crisitanesimo meno strano. Ci capita meno spesso di dover iniziare i nostri discorsi apologetici difendendo l’esistenza di Dio.
È utile riconoscere i contorni dello spiritualismo che prospera nella nostra cultura mentre evangelizziamo. Tuttavia è più importante che i cristiani siano esperti del vangelo e della giusta dottrina.
Il paganesimo senza pilastri
Il Paganesimo moderno solitamente non somiglia a quella pratica legata ai templi che associamo alle antiche civiltà. Nel 1952 C. S. Lewis espresse ironicamente la speranza che il paganesimo ritornasse in Gran Bretagna con “l’apertura del Parlamento mediante il sacrificio di un toro bianco adornato di ghirlande alla Camera dei Lord” (traduzione a cura del traduttore, N.d.T.). Quello è il paganesimo che Paolo affrontò a Listra e ad Atene.
Entrando nel secondo quarto del XXI secolo, ci troviamo alle prese con un paganesimo con la «p» minuscola. A differenza dei sacrifici a Moloc, in cui i bambini venivano bruciati in pubblico per placare l’ira di una divinità locale (2 Re 23:10), il paganesimo contemporaneo è generalmente privatizzato. I suoi orrori sono spesso velati dal gergo medico e dai camici da laboratorio. I benefici ricercati sono principalmente personali.
Ma la spiritualità non si limita alla ricerca di divinità personali: si estende al paranormale. Quest’anno Bigfoot ha fatto visita alla mia piccola città. Questo avvistamento di Sasquatch è stato ufficialmente classificato come credibile. La presunta apparizione di quel criptide ha generato un’ondata di pubblicità satiriche da parte delle attività commerciali locali e un’inondazione di criptozoologi dilettanti che quest’estate hanno soppiantato i pescatori negli alloggi Airbnb della zona. Il dibattito sugli UFO è passato dall’essere una battuta divertente al diventare una seria riflessione nelle aule del Congresso.
Mentre la fiducia nelle istituzioni tradizionali crolla, circa tre quarti degli americani credono in qualcosa di natura paranormale. Le persone vogliono una verità personalizzata, e il buffet è aperto.
Individualismo Incantato
La crescita del fenomeno dello “spirituale ma non religioso” rappresenta una reincarnazione dell’antico passaggio dal culto del re-dio, legato ai templi, ai culti personalizzati mediati da sciamani e saggi che, secondo Michael Horton, incarnavano “l’ascesa dell’individuo autonomo” secoli prima che nascesse Cristo. Questo fenomeno ha interessato la maggior parte delle culture antiche, almeno a partire dal 600 a.C.
Le persone vogliono una verità personalizzata, e il buffet è aperto.
Troviamo tracce di pratiche spirituali individualistiche persino nelle pagine della Bibbia. I cicli perpetui dell’antico Israele, in cui “ognuno faceva ciò che gli pareva meglio”, e hanno continuato anche durante tutta la vita di Cristo (Giudici 21:25).
Storicamente la Chiesa non è sfuggita alla ricerca dell’autonomia. Anche durante la presunta egemonia teologica del cristianesimo dell’Impero Romano, spiritualità alternative come il neoplatonismo, il manicheismo e lo zoroastrismo sono sempre rimaste in agguato all’ombra delle cattedrali. Come osserva una storica, la crescente frequenza e severità degli ammonimenti da parte della Chiesa medievale contro le pratiche magiche riflette la diffusione capillare dello spiritualismo personale.
Neanche la Rivoluzione industriale era priva di incanto. Lewis ha giustamente descritto il mago e lo scienziato come gemelli: entrambi cercano il dominio sul mondo creato. Per secoli gli alchimisti hanno usato la magia per cercare di trasformare il piombo in oro; i fisici ci sono riusciti quest’anno attraverso la scienza.
In verità, come sostiene Ferdinand Mount, l’ascesa del razionalismo scientifico ha dato slancio a “un nuovo tipo di panteismo che diffonde un bagliore uguale su tutta la terra e su ogni creatura che la popola” (traduzione a cura del traduttore, N.d.T.). Il risultato è ciò che Horton definisce “soprannaturalismo naturale”. Si tratta di una visione del mondo che rifiuta un dio creatore attivo e personale, pur affermando la meraviglia trascendente della natura capace di offrire un’esperienza individuale del divino. Questo approccio descrive il modo in cui molte persone vedono il mondo nella nostra epoca di scienza e spiritualità.
Come dovrebbero rispondere i leader della Chiesa?
La popolarità dello spiritualismo rende molto più probabile la possibilità di incontrare persone disposte ad accettare senza obiezioni le affermazioni soprannaturali del cristianesimo. Tuttavia la natura individualistica dello spiritualismo contemporaneo, in cui le persone spesso adottano idee contraddittorie acquisite dall’influencer di turno su Internet, rende più importante che mai distinguere il cristianesimo dalle altre forme di spiritualità.
C’è un certo valore nel cercare di conoscere spiritualità alternative. Libri come The Universe Next Door di James Sire sono ancora preziosi per mettere in luce i grandi temi presenti nelle diverse visioni del mondo, ma è ancora più importante essere in grado di articolare la veridicità e l’esclusività del cristianesimo.
Distinguere il cristianesimo dalle altre forme di spiritualità è più importante che mai.
Le carenze di un falso sono più evidenti proprio nei tratti distintivi dell’originale. Ecco perché il programma di formazione del governo statunitense, volto ad aiutare gli impiegati di banca a riconoscere le banconote false, si concentra sull’aspetto della valuta autentica piuttosto che sulle tecniche di contraffazione più comuni. Questo è molto istruttivo per il discepolato cristiano.
Il nostro bisogno principale è quello di una contro-catechesi che metta in luce ciò che distingue il cristianesimo dalle false spiritualità: la salvezza per grazia mediante la fede, la perfetta santità di Dio e la natura immutabile della Trinità. Sapere cosa sia il vero cristianesimo in contrasto con le narrazioni culturali ci aiuta a indirizzare le persone verso il vangelo, mostrando le carenze dell’individualismo incantato.
Sono anni che non ascolto la radio a tarda notte. Eppure alcune delle strane teorie che un tempo mi intrattenevano nelle prime ore del mattino riaffiorano nelle conversazioni tra persone comuni alla YMCA. Questo è il momento perfetto per parlare della risurrezione corporale di Cristo. Probabilmente non sarà la cosa più bizzarra che i nostri vicini abbiano sentito questa settimana.