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Come posso avere la certezza della salvezza?

Il SIGNORE, il tuo Dio, è in mezzo a te, come un potente che salva. Egli si rallegrerà con gran gioia per causa tua; si acqueterà nel suo amore, esulterà per causa tua con grida di gioia (So 3:17). 

Può essere difficile credere al Vangelo, anche per i credenti. Leggo le parole di Sofonia e mi meraviglio. Immagina! L’eterna fonte di gioia che non cessa mai di scorrere ed è sempre radiosa gioisce a motivo di te. La voce che ha fatto nascere le stelle canta per me. Mi meraviglio dell’amore di Dio. Eppure mi chiedo anche: come posso essere sicuro che un amore così meraviglioso come questo riposi davvero su di me?

La valle dell’ombra del dubbio

Sono cresciuto in una famiglia cristiana e non conosco la data della mia conversione. Nel corso della mia vita, la mia educazione cristiana è stata fonte di tantissime benedizioni significative. Ma nel mio caso, come nel caso di altri, ha anche sollevato una domanda molto seria: come faccio a sapere che l’esperienza cristiana è reale in me, e non solo attorno a me?

Per più di 25 anni ho camminato nella valle dell’ombra del dubbio, perseguitato da due cose. La prima è il fatto che fin dall’infanzia ho pregato Gesù Cristo con l’onesto desiderio di essere salvato. Alla luce di questa realtà, la seconda cosa era ancora più enigmatica: fin dalla mia adolescenza ho lottato per trovare certezza riguardo al mio rapporto con Gesù Cristo.

Eppure mi chiedo anche: come posso essere sicuro che un amore così meraviglioso come questo riposi davvero su di me?

Ora sono convinto che questi due fatti non siano così difficili da conciliare. Ho infatti conosciuto Gesù fin dall’infanzia. In quale altro modo avrei potuto invocare il suo nome altrimenti (Ro 10:14)? Eppure, proprio come i bambini possono trascorrere molti anni in relazione con i loro genitori in modo esistenziale, ovvero senza capire chi siano veramente queste persone e senza avere una comprensione sostanziale di come funzionino effettivamente le relazioni, allo stesso modo io ho passato molti anni a relazionarmi con il mio Signore in un modo che era infantile, immaturo e disinformato. Il risultato è stata una profonda e persistente insicurezza.

Per molto tempo ho pensato che non ci fossero risposte chiare. Poi, poco più di una dozzina di anni fa, ho ricevuto l’aiuto di un amico che mi ha messo su un sentiero al di fuori della valle dell’ombra del dubbio. Da allora, attraverso la Scrittura, attraverso la saggezza dei santi passati e presenti, e attraverso molte ore di riflessione in preghiera, il Signore mi ha dato sempre più luce andando verso l’alba: “ma il sentiero dei giusti è come la luce che spunta e va sempre più risplendendo, finché sia giorno pieno” (Pr 4:18).

Tre prove per avere certezza

È davvero possibile avere una certezza così totale? Il capitolo 18 della Confessione di fede di Westminster ci insegna che “coloro che credono veramente nel Signore Gesù, e Lo amano sinceramente, sforzandosi di camminare in buona coscienza davanti a Lui, possono essere rassicurati con certezza, già in questa vita, di essere in stato di grazia”. La Confessione ci offre tre prove pratiche: si può raggiungere la certezza facendo un esame biblico della propria fede, del proprio amore e della propria vita.

La più immediata di queste tre prove è la terza. Un cristiano è colui che cerca di seguire il Signore Gesù Cristo e di obbedire a lui nella vita di tutti i giorni. Una vita trasformata è il risultato diretto di un cuore trasformato: “Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti” (Gv 14:15). Se non proviamo nemmeno a seguire Cristo, allora è evidente che non abbiamo vera fede in lui. Le nostre vite riflettono il nostro Signore. Dato che questa prova è la più semplice e ovvia, non la vaglierò ulteriormente.

Si può raggiungere la certezza facendo un esame biblico della propria fede, del proprio amore e della propria vita.

La prima e la seconda prova, quelle che riguardano la nostra fede e il nostro amore, sono più difficili, perché l’anima sensibile è ben consapevole della sua capacità di essere ipocrita. “Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?” (Ger 17:9). Di fronte a tale capacità di autoinganno, come possiamo discernere le risposte alle domande del cuore?

Grazie a Dio, la Confessione di Westminster (18:2) ci ricorda anche che abbiamo un aiuto riguardo a queste cose. La certezza cristiana non è una supposizione, “non è una semplice persuasione congetturale e probabile, fondata su una speranza fallace”. Piuttosto abbiamo “un’infallibile certezza di fede, fondata sulla divina verità delle promesse della salvezza, l’evidenza interiore delle grazie associate a quelle promesse, [e] la testimonianza dello Spirito di adozione, che attesta al nostro spirito che noi siamo figli di Dio”. 

Vai avanti nella speranza

Sia la Confessione che l’esperienza mi suggeriscono che la certezza cristiana richieda due cose: una sana istruzione teologica e una chiara guida pratica. Le esploro entrambe nel mio opuscolo Walking Toward the Dawn: Finding Certainty in Our Christian Experience (Camminando verso l’alba: trovare la certezza nella nostra esperienza cristiana, traduzione italiana non disponibile, N.d.T.).

Andiamo avanti nella speranza. La certezza della salvezza “non appartiene all’essenza della fede; difatti [pure] un vero credente può aspettare a lungo e lottare con molte difficoltà prima di esserne partecipe.” Sperimentare il dubbio non significa essere dannati. Inoltre, “essendogli data dallo Spirito la facoltà di conoscere le cose che gli sono gratuitamente date da Dio, egli può conseguirla [la certezza della salvezza] senza alcuna rivelazione straordinaria, facendo debito uso di mezzi ordinari”. 

Si può vagare a lungo nella valle dell’ombra del dubbio. Ma non dobbiamo disperare. Non tutti coloro che vagano sono perduti.

Nota dell’editore:

Questo articolo è stato adattato dall’introduzione di Walking Toward the Dawn: Finding Certainty in Our Christian Experience scritto da Jeremiah W. Montgomery (Banner of Truth, 2021).

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